
“Con i bambini è difficile lavorare, non parlano, non sanno spiegare quello che provano”. È una frase che si sente spesso. Eppure, basta posizionare una piccola casa giocattolo o un mucchio di mattoncini Lego sul tappeto per ribaltare completamente la prospettiva.
Per i più piccoli, il gioco non è un semplice passatempo, ma un vero e proprio habitat naturale. Quando mancano le parole per raccontare un conflitto, una separazione o un momento di smarrimento, le mani parlano: un personaggio confinato in soffitta, una porta sbarrata o una torre di Lego costruita per difendersi e dividere lo spazio diventano la mappa esatta del loro mondo emotivo.
Utilizzare questi strumenti permette di evitare interrogatori verbali e di entrare in punta di piedi nel loro microcosmo, trasformando le ansie in qualcosa di visibile e manipolabile. Il gioco diventa così un laboratorio di cambiamento: spostando i pupazzetti o riedificando insieme una struttura, il bambino sperimenta concretamente che le situazioni difficili possono essere ridisegnate e curate.
Nel mio studio di psicologia a Grosseto utilizzo la casa giocattolo, le costruzioni e gli strumenti della terapia sistemico-relazionale non solo per ascoltare il bambino, ma per dare voce e valore al ruolo di tutti i membri della famiglia. Il sintomo o il disagio del singolo non viaggiano mai da soli, ma sono parte di un sistema in cui ciascuno, con le proprie risorse e il proprio posizionamento, può fare la differenza per trovare un nuovo equilibrio.
Se senti che tuo figlio o la tua famiglia state attraversando un momento di difficoltà, contattami per fissare un appuntamento o per avere maggiori informazioni.
Dott.ssa Tiziana Spadavecchia Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica https://psicologatizianaspadavecchia.it
