
Nel mio lavoro di psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale, mediatrice familiare e professionista che si occupa di psicologia legale, mi trovo spesso a ‘guardare’ da vicino il dolore che attraversa le famiglie quando un legame si rompe. Spesso si arriva nel mio studio stanchi, arrabbiati, convinti che l’unica strada sia quella della contrapposizione totale, delle carte bollate e della giustizia intesa come vittoria su qualcun altro.
Ma la verità profonda che ho imparato – non solo sui libri, ma attraversando in prima persona le tempeste della vita e la fatica di ricostruire tutto quando sembrava crollare – è che il conflitto familiare non si risolve ergendo muri, ma trovando il coraggio di guardarci attraverso.
Nello sguardo sistemico, la famiglia è un organismo vivente. Quando una coppia arriva alla rottura, il conflitto legale che spesso ne consegue non è che il sintomo esasperato di un sistema che non sa più come respirare né come ridefinirsi.
Spesso, l’aula del tribunale amplifica la frattura. Il processo divide le persone in fazioni: chi vince e chi perde. Ma nelle dinamiche familiari, quando un genitore “vince” una causa contro l’altro, a perdere tutto sono inevitabilmente i figli.
La mediazione familiare scardina questa logica binaria. Sposta il focus dalla pretesa giuridica al bisogno reale. È lo spazio in cui ci si siede non per farsi la guerra, ma per capire come continuare a esistere, seppur in una forma nuova.
Durante una separazione si smette di essere una coppia coniugale, ma si resta indissolubilmente legati come coppia genitoriale. Questo è il punto nodale.
Accompagnare le persone in questo percorso significa aiutarle a tollerare la frustrazione del cambiamento, a deporre le armi del rancore e a riscoprire una grammatica comune. È un lavoro di sartoria relazionale: si tratta di accostare i margini di una ferita affinché la cicatrice possa formarsi senza paralizzare il futuro.
So per esperienza diretta che la tempesta più grande può spaventare, ma può anche diventare il punto di partenza per una nuova geografia familiare. Il conflitto non deve per forza distruggere: a volte, serve solo qualcuno che vi aiuti a trovare gli strumenti giusti per ricucire.
Se ti trovi a vivere una fase di passaggio complessa, una separazione difficile o senti il bisogno di fare chiarezza per proteggere i tuoi legami e i tuoi figli, puoi scrivermi o venirmi a trovare nel mio studio: possiamo iniziare a tracciare insieme una nuova rotta.
Dott.ssa Tiziana Spadavecchia Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica https://psicologatizianaspadavecchia.it
