
La porta della sala operatoria si chiude, i monitor iniziano a scandire il ritmo e l’equipe medica lavora per salvare la vita o arginare la patologia. Ho trascorso venticinque anni dietro quella porta, assistendo a interventi complessi in senologia, urologia e ginecologia ecc. Ho visto mani esperte asportare tumori, ricostruire tessuti, ridefinire anatomie. Ma ho anche imparato, giorno dopo giorno, che il lavoro della medicina non si esaurisce con l’ultima sutura e che la guarigione biologica è solo il primo capitolo di una storia molto più complessa.
Quando una persona sopravvive a un intervento demolitivo o fortemente impattante sulla corporeità — che si tratti di una mastectomia, di una prostatectomia radicale o di chirurgia pelvica maggiore — si apre un secondo tempo, spesso silenzioso e solitario. È il momento in cui bisogna fare i conti con un corpo cambiato, percepito come estraneo, vulnerabile o a volte “traditore”. Ed è esattamente qui che la mia identità professionale si trasforma e si radica.
Fortificata dalla rigorosa formazione in sessuologia clinica presso l’ISC (Istituto di Sessuologia Scientifica) di Roma — diretto dalle professoresse Chiara Simonelli e Roberta Rossi — e guidata da una prospettiva sistemico-relazionale, ho compreso che la riabilitazione di questi pazienti non può limitarsi al recupero della funzione d’organo. Deve essere globale, profonda e radicata nel contesto di vita.
Nel lavoro clinico quotidiano con chi ha affrontato la chirurgia oncologica o demolitiva, emerge una costante inequivocabile: la ferita non è mai soltanto fisica.
Un intervento all’apparato genitale o riproduttivo, intaccano i pilastri profondi dell’identità personale e sessuale. Gli uomini operati alla prostata si trovano spesso a gestire il fantasma dell’impotenza e la perdita di un controllo corporeo dato per scontato; le donne dopo una mastectomia o un intervento ginecologico affrontano la frattura della propria immagine corporea, della desiderabilità e della spontaneità erotica; un dolore a cui si somma molto spesso, il lutto profondo e lacerante legato alle problematiche legato alle problematiche della fertilità compromessa o interrotta che ferise la dimensione generativa e il senso del futuro.
Tuttavia, in una visione sistemica, il sintomo sessuale o il blocco dell’intimità non appartengono mai a una sola persona isolata. Riguardano sempre il sistema-coppia.
Spesso in terapia arrivano coppie impigliate nei non-detti: il partner sano che ha timore di avanzare richieste erotiche per paura di sembrare insensibile, e il paziente che si chiude nel proprio dolore, sentendosi inadeguato, diminuito o non più amabile.
La mia storia professionale mi permette di muovermi su un doppio binario che dialoga costantemente, azzerando le distanze tra il vissuto medico e quello psicologico:
La riabilitazione sessuale post-chirurgica è un vero e proprio percorso di riscrittura creativa e relazionale. Significa accompagnare i pazienti a scoprire che l’intimità non coincide unicamente con la performance o con schemi pre-operatori rigidi, ma può evolvere verso nuove forme di piacere, sintonia e vicinanza emotiva.
La cicatrice e l’intervento lasciano un segno indelebile, ma non devono diventare la parola fine sulla vita affettiva e sessuale di una persona. Integrare la competenza medica con la psicoterapia relazionale e la sessuologia clinica significa offrire una bussola rigorosa per orientarsi nel caos del cambiamento, restituendo voce a quel corpo che ha dovuto lottare duramente per rimanere in vita, e che ora ha il pieno diritto di tornare a sentire, a desiderare e a provare piacere.
Se dopo un intervento chirurgico senti che il corpo, la mente e la tua relazione stanno cercando un nuovo modo di parlarsi, non devi percorrere questa strada da solo o da sola. Nel mio studio offro uno spazio clinico protetto e integrato — che unisce la profonda comprensione del vissuto medico, la sessuologia clinica e la prospettiva sistemico-relazionale — per aiutarti a elaborare il cambiamento e a riscoprire l’intimità.
Puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo: iniziare insieme questo percorso di riscrittura è il primo passo per tornare a prenderti cura di te nella tua interezza.
Dott.ssa Tiziana Spadavecchia Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica https://psicologatizianaspadavecchia.it
